Storia del petrolio
Formazione
La teoria biogenica, supportata dalla maggior parte dei
geologi petroliferi, dice che il petrolio deriva da materia organica rimasta sepolta, che si scompone in un materiale ceroso noto come pirobitume o cherogene, che sotto l'influenza di elevato calore e pressione si trasforma in
idrocarburi. La differenza di
densità e la ridotta
viscosità consente agli idrocarburi di migrare dalla
roccia madre, più profonda, alla
roccia serbatoio dove permane per effetto di
trappole sedimentarie (luoghi in cui si trovano dei depositi di petrolio a grande profondità) dando luogo ai giacimenti petroliferi attuali.
Teorie alternative o complementari
Molte di queste teorie sono complementari e non mutuamente esclusive. C'è generale accordo sul fatto che i giacimenti d’origine
abiotica esistenti, siano in ogni modo minoritari. Peró la teoria abiotica sostiene che tutti gli idrocarburi naturali siano d’origine abiotica, eccetto il metano, prodotto attraverso batteri in superficie.
La teoria dell'origine abiotica del petrolio prevede che al momento della formazione della
Terra si siano formati dei significativi depositi di
carbonio, ora preservati solo nel
mantello superiore. Questi depositi, trovandosi in condizioni d’elevata
temperatura e
pressione, catalizzerebbero molecole elementari di
metano a formare idrocarburi complessi. Questa teoria non è in contraddizione col
secondo principio della termodinamica.
Una variante di questa teoria prevede
l'idrolisi di
peridotiti del mantello allo scopo di formare un fluido ricco in
idrogeno che, risalendo, dilaverebbe le
rocce carbonatiche superiori e con metalli catalizzatori come Ni, Cr, Co, V, ecc., generando idrocarburi. Questa reazione chimica si chiama
sintesi di Fischer-Tropsch.
Composizione
Il petrolio deriva da depositi di carbonio ed idrogeno esposti ad elevate pressioni e ad elevato calore. Sia la fase liquida oleosa (petrolio) che la fase gassosa (
gas naturali) tendono a migrare attraverso le rocce porose finché incontrano strati impermeabili del terreno dove tendono a raccogliersi. Dopo il processo d’estrazione, il petrolio greggio viene raffinato attraverso la
distillazione. Il prodotto finale include
cherosene, benzene, benzina, paraffina, asfalto, ecc...
Propriamente parlando, il petrolio consiste per la maggior parte d’idrocarburi
alifatici sia lineari che ramificati e d’idrocarburi aromatici (mono-, bi- e poli- ciclici) composti quasi esclusivamente da
idrogeno e
carbonio. Sono tuttavia presenti quantità di composti solforati (
solfuri e
disolfuri), azotati (
chinoline e
piridine) e ossigenati (
acidi grassi,
acidi naftenici e
fenoli) anche se la loro percentuale, complessivamente, difficilmente supera il 7 %. Nel petrolio si trovano anche metalli come Ni, V, Co, Cr, Cd, Pb, As, Hg, ecc.
Le catene
molecolari nel range di C5-7 sono
nafte leggere, evaporano facilmente. Vengono usate come solventi, fluidi per pulizia a secco, e altri prodotti ad asciugatura rapida. Le catene da C6H14 a C12H26 sono miscelate insieme e usate per la
benzina.
Il cherosene è composto di catene nel range da C10 a C15, seguito dal combustibile diesel e per riscaldamento (da C10 a C20) e combustibili più pesanti come quelli usati nei motori delle navi. Questi derivati del petrolio sono liquidi a
temperatura ambiente.
Gli oli lubrificanti e grassi semi solidi (come la
vaselina®) sono nel range da C16 fino a C20.
Le catene da C20 in avanti sono solidi, cominciando dalla "paraffina", poi catrame e bitume per asfalto.
Intervalli di temperature d’ebollizione delle frazioni di distillazione del petrolio a pressione atmosferica in gradi Celsius:

Molecola del Benzene
Albero del Petrolio
- • etere di petrolio: 40 - 70 (usato come solvente)
- • benzina leggera: 60 - 100 (combustibile per automobili)
- • benzina pesante: 100 - 150 (combustibile per automobili)
- • cherosene leggero: 120 - 150 (solvente casalingo e carburante)
- • cherosene: 150 - 300 (carburante per motori jet)
- • gasolio: 250 - 350 (carburante per motori Diesel / riscaldamento)
- • olio lubrificante: > 300 (olio per motori)
- • frazioni rimanenti: catrame, asfalto, residual fuel
Lo stabilimento dove si trasforma il petrolio greggio in prodotti finiti è detto
raffineria.